Il gas ed il suo controllo sarà il “tema scottante” del prossimo decennio.

Con il declino dell’uso dei combustibili fossili più inquinanti, gli Stati stanno puntando sempre più sulle risorse rinnovabili tuttavia un’altro attore “tradizionale” è emerso prepotentemente sulla scena: il Gas naturale – il nuovo “oro nero”.

Ad Agosto erano stati condotti dei negoziati tra Grecia, Israele e Cipro per l’attuazione del gasdotto EastMed, questi ultimi erano avvenuti sotto la supervisione del segretario di Stati americano. Tuttavia, ad oggi l’UE non ha ancora trovato degli investitori pronti a finanziare il progetto.

Il corso ipotetico del nuovo gasdotto

La necessità di EastMed nasce per via del comprovato declino della produzione energetica domestica europea. Ad esempio, si prevede che l’importante sito di estrazione della città di Groningen, nei Paesi Bassi, ridurrà le sue quantità fino ad azzerarsi entro il 2030 – ad oggi vengono ancora estratti circa 20 miliardi all’anno di gas naturale. La situazione è peggiorata dalla necessità di abbandonare l’utilizzo del carbone infatti, ancora circa il 20,5% di tutta l’energia europea deriva da questa fonte inquinante.

Ad oggi la Federazione Russa rappresenta il più grane esportatore di gas per l’UE, circa il 37% del totale viene importato da questo paese. A livello politico ciò si traduce in un problema di sicurezza energetica infatti l’UE in futuro potrebbe addirittura accrescere la propria dipendenza energetica con la Russia in quanto si prevede che il consumo di gas aumenterà esponenzialmente. Tuttavia ad oggi la Federazione Russa rappresenta l’unico paese in grado di esportare gas all’Europa in quantità e ad un prezzo conveniente.

In passato l’UE aveva già provato ad avviare dei progetti estrattivi proprietari come il “progetto Nabucco” ovvero un gasdotto che avrebbe portato il gas estratto nei siti del Caucaso, del Mar Caspio e, potenzialmente dall’Oriente, verso l’UE passando per la Turchia ed arrivando in Austria. Il progetto però era fallito miseramente non trovando abbastanza fondi ed investitori.

Il corso del gasdotto del “Progetto Nabucco”.

Secondo le stime EastMed potrà trasportare circa 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno – con un possibile aumento a 16 miliardi. Inoltre il gasdotto sarà lungo circa 1.900 km e passerà ad una profondità di circa 3.000 metri. Tali stime dimostrano il fatto che si tratta di un progetto ostico da realizzare, per fare un confronto Nord Stream 2 è lungo circa 1.200 km e passa ad una profondità di circa 400-450 metri con una capacità impressionante di 55 miliardi di metri cubi. Il primo vero concorrente di EastMed sarà tuttavia l’attuale Turkish Stream per via del fatto che i due gasdotti dovrebbero condividere le medesime rotte ed il medesimo mercato.

Turskish Stream

Quest’ultimo gasdotto che parte dalla Russia è in tutto più efficiente del suo concorrente in quanto permetterà di pompare circa 31,5 miliardi di metri cubi all’anno a fronte di una lunghezza di “soli” 1.090 km. L’unica spiegazione possibile sarebbe dunque che il progetto mediterraneo è stato ideato nell’interesse degli Stati Uniti che vorrebbero ostacolare le esportazioni Russe e vorrebbero dimostrarsi interessati a garantire la “sicurezza” energetica europea. Il progetto tuttavia non sta attirando investitori, gli Stati Uniti dovrebbero allora venire allo scoperto dichiarando le loro vere intenzioni. Gli autori del rapporto hanno però seri dubbi in merito a questa evenienza.

Le grandi aziende è più probabile che investano in progetti quali il Nord Stream 2 che garantisce maggiori livelli di esportazione i quali garantiscono a loro volta maggiori ricavi. Inoltre l’EastMed è stato ideato senza tenere conto della situazione geopolitica dei siti di estrazione i quali sono sotto contesa internazionale. Perciò sarà improbabile che la Turchia permetterà di usufruire del sito di estrazione a largo di Cipro senza che la repubblica di Cipro Nord, attualmente non riconosciuta, non venga coinvolta nel progetto. La stessa instabilità vale anche a largo delle coste israeliane.

Infine occorre ricordare che in ogni caso, se entro il 2025 EastMed venisse veramente realizzato esso non si rivelerebbe mai un reale concorrente dei gasdotti russi in quanto servirebbe solo a compensare le perdite della produzione domestica di gas, in particolare non riuscirebbe nemmeno a compensare completamente le perdite del sopracitato sito di Groningen

Fonte: https://iz.ru/908437/aleksandr-frolov/ne-konkurent
Autore: Alexander Frolov


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