Brexit: la Scozia in prima fila contro il no-deal.

Un gruppo di 75 parlamentari ha interpellato un giudice scozzese per agire legalmente contro la decisione di Boris Johnson di attuare la Brexit senza un accordo.

Al rientro dalla pausa estiva non ci sarà più molto tempo, sarà ora di agire nel Regno Unito. A partire dai primi giorni di settembre, alcuni gruppi di parlamentari potrebbero riunirsi per cercare di allungare i tempi di conclusione della Brexit: di certo sarà un processo complicato e non immediato, difficile da realizzare prima del 31 ottobre, scadenza prevista da Boris Johnson.

L’accordo tra Regno Unito e Unione Europea è ancora bloccato poiché le due parti sembrano non voler cambiare la loro posizione in merito alla questione del “backstop irlandese” (accordo tra le due parti per non creare una barriera al confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda). Alcuni portavoce del Primo Ministro hanno previsto che, se si creeranno le condizioni per un accordo, sarà una decisione dell’ultimo minuto, prevedibilmente entro il 17 ottobre, data dell’incontro tra i leader europei a Bruxelles.

Un gruppo di 75 parlamentari ha cominciato l’azione legale per ostacolare la decisione di Johnson di sospendere il Parlamento per forzare la Brexit senza un accordo. Il processo è tenuto da Lord Doherty, giudice della Corte Suprema di Scozia che ha accettato di ascoltare entrambe le parti a settembre; tuttavia ha rifiutato di accelerare il caso attraverso il tribunale scozzese nell’evenienza in cui il tutto durasse oltre il 31 ottobre.

Jolyon Maugham, fondatore e direttore del Good Law Project, nonché barrister (avvocato e magistrato britannico di alto livello) ha affermato quanto riportato:

Un uomo senza autorizzazione cerca di sospendere il Parlamento perché ha timore che lo ostacolerà nella sua missione, per la quale nessuno ha votato e nessuno dei cittadini vuole

Jolyon Maugham

Concludendo che:

Questa non è certamente democrazia e aspetto che i nostri tribunali confermino che questa non è la legge

Bisogna specificare che il movimento di protesta avrà inizio dalla Scozia perché, a differenza dei colleghi inglesi, la pausa non avverrà in estate, dunque la vita politica è ancora attiva.

Inoltre, molti altri membri del Parlamento sono convinti che le decisioni di Johnson non saranno incontestate e quindi, anche in veste di Primo Ministro, non gli sarà possibile agire secondo il suo unico volere.

Articolo Mirco Testa.


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