Russia. Esplosione in una base militare della Marina russa provoca sette morti.

Il Cremlino assicura che l’esplosione non ha comportato pericoli ambientali, però le zone circostanti hanno registrato picchi momentanei di contaminazione radioattiva ed è stata vietata la balneazione nelle aree del Mar Bianco vicino al luogo dell’incidente.

Sale a 7 il numero delle vittime per l’esplosione di giovedì scorso nella base militare nucleare nella città di Nionoksa, nel nord della Russia, che inizialmente aveva provocato 2 morti e 6 feriti gravi. Le autorità della provincia di Arcangelo, dove è situata la base, e fonti del Ministero della Difesa hanno assicurato che l’incidente non ha prodotto contaminazioni radioattive e che il livello di radiazioni nell’atmosfera “è nella norma”, ma un allarme lanciato da Greenpeace il 9 agosto ha generato il panico tra la popolazione locale.

Greenpeace ha infatti parlato di un aumento del livello di radiazioni nell’area di circa 20 volte.

L’esplosione è avvenuta nella località di Nionoksa, base del poligono centrale della Marina russa, durante le prove di un jet a propellente liquido. Secondo fonti ufficiali, l’esplosione è avvenuta all’interno di un Hangar e la deflagrazione ha provocato un incendio.

Dopo il ritrovamento delle 2 vittime iniziali, nei giorni successivi si è continuato a cercare superstiti. Sfortunatamente altri 5 cadaveri sono stati rinvenuti, mentre i numerosi superstiti sono stati portati all’ospedale di Burnazyan, specializzato nel trattare vittime delle radiazioni e agenti chimici già dai tempi del disastro di Chernobyl.

In questi giorni è stata creata una commissione per portare alla luce le cause di questa tragedia, compito non semplice visto la segretezza con cui venivano svolti questi test. Per ora il Ministero della Difesa ha solo confessato che la causa potrebbe risalire ad un problema ad un motore a propulsione liquida di un caccia russo. Nonostante i messaggi rassicuranti delle autorità, la Russia ha decretato, senza dare spiegazioni, il divieto di balneazione nella baia Dvina, zona del mar Bianco nelle vicinanze delle basi militari della Marina.

Una delle principali preoccupazioni della popolazione locale è che l’esplosione possa essere stata accompagnata da una fuga di sostanze chimiche nocive nell’atmosfera, dato che nella base vengono anche maneggiate sostanze radioattive, ma il Ministero della Difesa ha assicurato che i livelli di radiazione, secondo le analisi effettuate dalla agenzia RIA, si mantengono “dentro la normalità”.

Tuttavia, nella vicina città di Severodvinsk, che conta oltre 185.000 abitanti, Ksenia Yúdina, portavoce del Municipio, ha precisato che, nonostante un piccolo amento del livello di radiazioni dopo lo scoppio del propulsore, entro sera i livelli si erano già abbassati sino a rientrare nella soglia di sicurezza. Anche Severodinsk ospita diverse basi della Marina Russa, tra cui due delle sue principali basi navali, Sevmach e Ziòzdonchka, dove vengono fabbricati navi militari e sottomarini nucleari.

Questo è stato il terzo incidente del genere nel giro di pochi giorni all’interno della Federazione Russa. Il più grave di questi era avvenuto lo scorso 2 Luglio, quando nel Mar di Barents un incendio all’interno di un sottomarino nucleare russo in immersione profonda ha provocato 14 morti. Mentre il 5 agosto lo scoppio di un incendio all’interno di un negozio militare in Siberia ha provocato la detonazione delle munizioni, causando un morto e tredici feriti.

Articolo di Federico Bravi.


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