Cosa succederà ai rispettivi cittadini dopo la Brexit?

È particolarmente delicata la condizione di molti lavoratori e studenti che vorranno muoversi tra Regno Unito e Unione Europea ma gli effetti colpiranno tutti coloro che decideranno di attraversare il nuovo confine.

Le previsioni per il 31 ottobre diventano sempre più reali ma come verrà affrontata la situazione da quella porzione di cittadini britannici che si trovano nell’Unione Europea? Boris Johnson ha voluto precisare che qualora non si provvederà ad un accordo tra Regno Unito e UE, le persone europee che si trovano all’interno del Regno Unito non avranno di che preoccuparsi ma ciò non è così semplice come sembra. Infatti, anche i singoli stati europei dovranno occuparsi dei cittadini britannici presenti sul loro territorio.

I dati dimostrano che le persone nate nel Regno Unito, residenti nei 27 stati dell’Unione Europea, ammontano a circa 1.3 milioni mentre il Regno Unito ospita 3.2 milioni di europei. I diritti di libero movimento saranno garantiti a tutti questi individui ma solo fino al 31 dicembre 2020, secondo gli accordi. La Commissione Europea sta facendo il possibile per far sì che i 27 paesi membri siano aperti a non ostacolare i diritti di libertà dei cittadini, in modo da non far pesare la Brexit sulla vita di nessuno.

Per quanto riguarda i viaggi tra Regno Unito e UE, la Commissione ha proposto di mantenere il passaggio di persone senza la richiesta di un visto particolare (almeno per le visite di breve durata), a patto che il Regno Unito accetti di fare lo stesso. Gli accordi precedenti tra le due parti parlavano già degli obiettivi di “non discriminazione” ma i suddetti accordi non sono vincolanti, quindi modificabili. Tutto ciò sarebbe nullo se il 31 ottobre non vedrà un patto risolutivo: l’Unione Europea sarà costretta a trattare il Regno Unito come un paese terzo, estraneo all’Unione stessa. Sono già stati presi dei provvedimenti che proteggeranno i diritti dei cittadini da Spagna, Germania e Francia ma tutti coprono meno di due anni.

Anche studiare e lavorare diventerà più complesso: molte persone lavorano da anni viaggiando da una parte all’altra senza alcuna barriera e da novembre potrebbe cambiare totalmente. Non si sa se le qualifiche rilasciate da scuole e università saranno ancora valide allo stesso modo, bensì potrebbero aumentare i costi per gli studenti provenienti dal Regno Unito e viceversa.

I casi singoli richiedono un’analisi attenta: la Spagna, ad esempio, dovrà costringere la popolazione britannica che vive sul suolo spagnolo ad abbandonare la propria nazionalità, in quanto non accetta l’esistenza di due nazionalità. Inoltre, dovranno dimostrare ricavi annuali per un totale di 26.000 euro per poter essere considerati residenti, traguardo complesso per i pensionati che, solitamente, ricavano di meno. La Germania avrà un sistema ancora più complesso per la sua natura Federale che comprende sedici stati: nel caso di no deal, la popolazione britannica sul suolo tedesco avrà nove mesi per richiedere il permesso di residenza.

Se a livello politico sembra tutto così complesso, la realtà è che noi cittadini saremo le vittime di questo processo che sembra diventare sempre più insostenibile.

Articolo di Mirco Testa.


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