UE nega il dialogo al Regno Unito?

SI stanno mettendo in atto nuovi tentativi di dialogo tra il Regno Unito e l’Unione Europea ma si accusano a vicenda di non essere favorevoli ad un cambiamento

Ci sono stati forti contrasti nel dialogo tra Unione Europea e Regno Unito nelle ultime ore: il tutto è iniziato quando l’UE ha detto che:

La domanda del Regno Unito di rimuovere il backstop irlandese dal patto stretto con Theresa May (Premier che ha preceduto Boris Johnson) è inaccettabile

Sembra che, per come si sta vivendo questa situazione, non ci siano argomenti interessanti di cui discutere al fine di far cambiare idea all’altra parte. Ciò che sappiamo è che entrambe vogliono convincere l’altra parte ad agire per prima, non tenendo conto dei danni che potrebbero crearsi nel caso in cui ciò si protragga troppo a lungo.

Sappiamo anche che, sebbene ci siano numerose conseguenze collegate alla no deal Brexit, quella che più sta affliggendo il Regno Unito è relativa al backstop: si tratta di una “politica di assicurazione” che fa in modo di non creare una barriera alle merci e alle persone tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda, una volta che la divisione sarà avvenuta. Boris Johnson sta premendo per rimuovere il backstop in quanto, se rimanesse, l’Irlanda del Nord (che sarebbe parte del Regno Unito) sarebbe ancora limitata da alcune regole del mercato comune europeo.

Michael Gove, Cancelliere del Ducato di Lancaster, ha riferito che il Primo Ministro vuole incontrare i rappresentanti dell’UE per discutere di un nuovo accordo e queste sono state le sue parole:

Affronteremo le negoziazioni con positività e con spirito di amicizia, sperando che l’UE ripenserà all’attuale rifiuto di cambiare la sua posizione sull’accordo di ritiro del Regno Unito

Michael Gove

Gove ha detto che sembra l’Unione Europea a non voler negoziare e a non voler scendere a compromessi con il Regno Unito. Il politico britannico sembra molto deluso dal comportamento tenuto dalla controparte europea, per questo è necessario prepararsi alla Brexit, sia con, sia senza un accordo.

Nel frattempo, il Parlamento britannico non sembra essere molto tranquillo ultimamente, anche a livello pratico: un gruppo di 24 parlamentari ha avviato un’azione legale per evitare che Boris Johnson imponga la Brexit senza un accordo. In questo momento, un giudice sta valutando se la proposta è valida e se è necessario intervenire. Tra i più noti volti presenti in questa “protesta” ci sono Joanne Swinson (leader del Partito Liberal Democratico), Joanna Cherry (membro del Partito Nazionale Scozzese) e Heidi Allen (membro parlamentare per il Collegio di South Cambridgeshire).

Articolo di Mirco Testa.


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