UK: Rischio elezioni anticipate?

Poiché non è stata ancora presa una decisione prima della pausa estiva, la situazione politica del Regno Unito è in bilico.

È da tempo che si parla di una possibile elezione generale prima della Brexit, per verificare se Boris Johnson sia veramente la persona adatta in questa difficile situazione. Cerchiamo di capire se ci sono i presupposti per arrivare al voto anticipato: Dominic Cummings, il consigliere scelto da Johnson, è abbastanza sicuro che sia troppo tardi e che, dunque, gli oppositori insoddisfatti abbiano perso la loro occasione. Ricordiamo che, se fosse il Primo Ministro a voler indire elezioni generali anticipate, avrebbe bisogno dell’approvazione del 66% sul totale dei Ministri. Questa situazione si potrebbe verificare nel caso in cui il Premier voglia assicurarsi più seggi, per avere più potere e quindi concludere la Brexit il prima possibile.

Dominic Cummings

È possibile “obbligare” il Primo Ministro a indire le elezioni? I membri parlamentari potrebbero provare attraverso la mozione di sfiducia. Se ciò avvenisse, essi dovranno scegliere se mantenere l’attuale governo o crearne uno nuovo. In pratica, però, per far sì che la mozione di sfiducia sia valida, alcuni membri del Partito Conservatore (di cui Johnson è leader) dovrebbero votare contro il loro stesso governo. (anche se sembra controproducente, è probabile che ci siano alcuni membri delusi dal comportamento del Premier, tanto da votare contro il proprio partito)

Se dovesse verificarsi una situazione simile, il governo avrebbe 14 giorni disponibili per provare a far cambiare idea al Parlamento ma, nel frattempo, altri partiti potrebbero organizzarsi per formare un nuovo governo, obbligando Johnson a dare le sue dimissioni.

Siccome non manca molto alla scadenza del 31 ottobre (Brexit), se la procedura si svolgesse senza un minimo di ritardo,  il 25 ottobre sarebbe la data più vicina per poter indire le elezioni generali. Inoltre, c’è da ricordare che le tabelle di marcia sono sempre in mano a Boris Johnson, che potrebbe decidere di spingere le elezioni a novembre, quindi dopo l’esecuzione della Brexit.

Dominic Grieve, membro del Partito Conservatore, ha detto che sarebbe “contro ogni etica” dividere il Regno Unito dall’Unione Europea durante il periodo di “silenzio elettorale” in cui partiti, nei giorni pre-elezioni, non possono comunicare nulla delle loro intenzioni politiche.

Tuttavia, anche se queste decisioni dovranno essere prese a breve, non è possibile stabilire con certezza quale sarà la scelta più efficace, almeno non prima del rientro dalla pausa estiva, prevista per il 3 settembre.

Articolo di Mirco Testa.


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