USA: la legge sui redditi mette a rischio la candidatura di Donald Trump.

Una nuova legge californiana potrebbe mettere in serio pericolo la rielezione dell’attuale presidente alle primarie 2020.

Gavin Newsom, Governatore della California, democratico, ha appena presentato la sua nuova proposta di legge: obbligare i candidati alle elezioni a dichiarare i propri redditi e le proprie tasse. Una mossa studiata, quella del governatore dello stato più popoloso degli USA, in quanto mette in serio pericolo la presenza di Donald Trump nelle liste elettorali 2020 del paese, tagliando quindi una grossa fetta di possibili elettori.

Gli americani hanno il diritto di sapere

Così giustifica la sua proposta, ma Gavin è già stato criticato per aver presentato la legge più come una vendetta personale e politica piuttosto che per una questione di trasparenza. In pratica, la legge prevede che per potersi presentare in lista come candidato alle prossime primarie, previste nella California già per marzo 2020; si debba aver dichiarato i redditi e le tasse pagate. Una richiesta, questa, che mette in scacco il Repubblicano Trump, il quale già da quattro anni si rifiuta di fornire informazioni a riguardo.

Lo voglio fare e lo farò, ma non finché sono in carica” ha dichiarato il Presidente.

Intanto, già 18 stati hanno attivato una legge simile, incrinando maggiormente le speranze del presidente.

È una proposta che non discrimina tra partiti, ma è rivolta a tutti, sia democratici che repubblicani” ha aggiunto il Governatore Newsom.

La paura che si tratti solo di una vendetta personale tradotta in legge non sembra convincere i cittadini: il 66% vorrebbe che il presidente dichiarasse i propri redditi e solo il 32% preferirebbe il contrario. Gli avvocati di Trump sono già pronti all’attacco e hanno dichiarato che risponderanno a questo affronto direttamente in tribunale. (Tratto dal servizio per la CNN di Kyung Lah)

La diatriba sulle dichiarazioni dei redditi era già iniziata, in realtà, tre anni fa. Alle elezioni presidenziali 2016 due amministratori del North Carolina chiesero già tali documenti ai candidati, ma ci fu una forte opposizione da parte di Jerry Brown, anche lui democratico; un’opposizione che ha spaccato il partito.

Cos’altro ci chiederanno? Oggi vogliono sapere le nostre tasse, ma poi? Gli ultimi cinque anni della cartella clinica? Un certificato di nascita timbrato? Le note sul diario? E questi requisiti varieranno a seconda del partito di appartenenza?

Jerry Brown

Resta però forte il dubbio sull’applicabilità della proposta di legge in tempo per le elezioni presidenziali. Il rischio è che diventi un’arma a doppio taglio per il governatore stesso: se la legge venisse applicata, sia prima che dopo le elezioni del 2020, finirebbe per essere applicata anche alle rielezioni dello stesso Governo Californiano del 2022, e lì potrebbe, eventualmente, mostrarsi dell’ipocrisia (nel caso in cui non si volessero dichiarare le proprie entrate).

Nonostante ciò, Newsom sembra pienamente convinto dell’imparzialità e della trasparenza della sua proposta, tant’è che, a differenza di Brown, non ha avuto problemi a riportare tali informazioni reddituali.

Articolo di Aneet Kaloty.


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