Animali verso l’estinzione: Trump volta le spalle.

Nuova causa contro l’amministrazione presidenziale americana accusata di mettere a rischio la biodiversità e la fauna marina

È stata indetta una causa nei confronti dell’amministrazione Trump per il suo fallimento nel proteggere la fauna marina – in particolare squali atlantici, tartarughe liuto e mante giganti – dalla pesca letale.

Una tartaruga liuto intrappolata da una rete da pesca.

Numeri sconcertanti quelli che riguardano i danni nel mantenimento degli animali marittimi in natura: lo squalo longimano ha perso quasi il 90% della specie, e la manta gigante persino di più: il 95%. La lettera degli avvocati cita:

I servizi di pesca marina hanno riconosciuto da tempo l’urgenza di proteggere questi animali. Non si può rimanere seduti inconsciamente e permettere a queste pratiche di pesca di cancellare indiscriminatamente la fauna marina con le loro reti e palangari.” (Chris Eaton, per la Earthjustice). “Oggi, per conto dei difensori della biodiversità e della natura, Earthjustice ha querelato l’amministrazione Trump per aver fallito nella protezione degli squali longimano e delle mante giganti dall’essere catturati ed uccisi dai pescherecci degli Stati Uniti nell’Oceano Atlantico e nel Golfo del Messico.”

Chris Eaton, foto presa dal sito “earthjustice.org”

Una denuncia ed un monito che fanno eco alla recente riapertura della pesca con palangari approvata dalla sopracitata amministrazione presidenziale lo scorso luglio. Questo tipo di pesca rischia di cancellare per sempre la più grande tartaruga esistente, il liuto. Solo poco più di 500 esemplari femmina sono ancora in vita.

Se vuoi sapere di più di questa pesca, visita questo link.

Nonostante questi dati, il Servizio Nazionale di Pesca Marina ha concesso un permesso di due anni ad alcune barche per pescare pesci spada in un raggio di 200 miglia dalla costa californiana, con l’utilizzo di fili connessi a centinaia di ami. Questo tipo di strumento è famoso per attirare, oltre ai pesci, anche foche, uccelli e tartarughe. Todd Steiner, direttore esecutivo della Turtle Island Restoration Network, si è così espresso:

Questo tipo di fauna potrebbe estinguersi se si ampliano gli strumenti di pesca intensiva

Al presidente americano pare interessare più il dato relativo alle importazioni di cibo marino piuttosto che degli animali: il 90% dei piatti di mare che mangiano gli americani sono importati, secondo la Camera di Commercio. Un dato su cui fa molta pressione Timothy Gallaudet, segretario dell’amministrazione americana per il commercio.

Timothy Gallaudet

Il numero di pesci spada catturati è diminuito gli scorsi anni a causa dello stop all’uso di reti marine, dei veri e propri “muri della morte” che impigliavano qualsiasi creatura indiscriminatamente. Una preoccupazione, quella delle importazioni, che secondo il presidente dell'”istituto internazionale di pesca e scambio economico” non deve essere presa in carico dallo stato, in quanto minimale. Già nel 2017 la Corte di appello aveva obbligato alla chiusura un’attività di pesca che non aveva preso le necessarie precauzioni per salvaguardare gli animali a rischio. Nonostante il permesso concesso dal governo non permetta alle imbarcazioni di pescare al centro dell’habitat delle tartarughe, anche una sola vittima di questo strumento permetterebbe la revoca della concessione.

Oltre alle tartarughe marine, il National Marine Fisheries Service (NMFS) ha aggiunto all’elenco delle specie altamente a rischio estinzione anche lo squalo longimano e la manta gigante.

Queste pratiche di pesca sono scadute” ha detto Jane Davenport, avvocato della difesa degli animali. “Non si può continuare a pescare così, con vittime accidentali verso l’estinzione. È un dovere della NMFS quella di impedire che questo accada“.

Catherine Kilduff, di Ocean Defenders Alliance, ha concluso che:

Questi animali hanno vinto la protezione federale, ma vengono comunque macellati da pratiche di pesca fuori controllo

Catherine Kilduff

Articolo di Aneet Kaloty.


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