Elezioni suppletive in Galles: un duro colpo per Boris Johnson.

Il seggio vacante in Galles ha diminuito le distanze tra i voti dei Conservatori e l’opposizione: un calo di voti a pochi giorni dall’elezione del Premier non si vedeva da più di 70 anni.

Durante il primo giorno di agosto si sono tenute le elezioni suppletive nel Collegio di Brecon e Radnorshire, in Galles: l’esito ha favorito i Liberal Democratici che hanno battuto i Conservatori (partito di cui Boris Johnson, attuale Primo Ministro britannico, è leader). È giusto specificare che le elezioni suppletive erano necessarie in quanto il seggio è stato vacante dal 21 giugno, data in cui il parlamentare Christopher Davies (Conservatore) è stato rimosso dal seggio con una petizione popolare, in seguito a una condanna riguardante le spese parlamentari.

Jane Dodds, Liberal Democratica, ha battuto i Conservatori con una differenza di 1425 voti e questo era il primo test elettorale per Boris Johnson che, a quanto pare, non ha avuto un riscontro positivo. La Dodds ha così festeggiato la sua vittoria:

I contadini del Galles e le piccole imprese che stanno per affrontare una Brexit senza accordo chiedono di più. I lavoratori che hanno bisogno di sfamare i propri figli chiedono di più. I giovani che vedono politici fallire le politiche per l’emergenza climatica chiedono di più. Il mio primo compito, quando arriverò a Westminster, sarà trovare Boris Johnson, dovunque si stia nascondendo, e dirgli forte e chiaro di smetterla di giocare con il futuro della nostra comunità e di escludere la no deal Brexit

Il partito Liberal Democratico è stato protagonista del seggio per tutti gli ultimi 34 anni, perdendo solo in 9 occasioni. Sembra, dunque, che le collaborazioni tra i partiti che nel 2016 avevano votato per rimanere nell’Unione Europea stiano avendo la meglio. Infatti, la maggioranza dei Conservatori in Parlamento si è ridotta ancora di più ora che Johnson ha perso il collegio di Brecon e Radnorshire.

Tuttavia, Laura McAllister, professoressa del centro governativo del Galles, presso l’Università di Cardiff,  sostiene che questa vittoria non va interpretata come “prevalenza di chi voleva rimanere rispetto a chi ha votato per la Brexit” in quanto ci sono molte sfumature. La professoressa ritiene che le persone non abbiano votato solo in merito alla questione della Brexit, bensì per motivi e problematiche locali, estranee alla questione europea.

Laura McAllister.

Alcuni membri del Partito Conservatore hanno anche accusato i Liberal Democratici di aver vinto in modo sporco, accordandosi segretamente con il partito Playd Cymru (centrosinistra) e con il Green Party (sinistra) che non avrebbero contestato il seggio per non diminuire il peso dei voti.

Di certo c’è che il Partito Conservatore di Boris Johnson ha subito un duro colpo e queste elezioni sono servite come promemoria per non far abbassare la guardia al Premier perché anche chi ha votato per la Brexit non darà nessun merito ai Tory finché l’uscita sarà davvero avvenuta.

Articolo di Mirco Testa.


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