Stati Uniti finalmente aperti alle importazioni di medicinali.

Lo scorso mercoledì è stato annunciata la volontà da parte del Governo statunitense di aprire alle importazioni dal Canada con lo scopo di ridurre i prezzi dei farmaci; ma i passi da fare sono ancora tanti

L’annuncio arriva mercoledì: gli americani potranno importare legalmente farmaci da prescrizione a basso prezzo dal Canada – la prima volta dopo le svariate opposizioni del Dipartimento della salute e dei servizi umani, nonostante il pubblico abbia sempre lamentato prezzi troppo alti.

Questa la decisione del Governo del presidente Trump, ancora difficile da attuare, ma che completa una promessa elettorale del 2016 e distrugge una grossa barriera per il mercato farmaceutico. Non si sa ancora quando sarà possibile vederne i benefici, anche perché è una decisione che potrebbe subire molteplici ricorsi da parte dei produttori locali.

Resta comunque una presa di posizione che soddisfa entrambi i partiti del Congresso, e che permette a Trump di ottenere un po’ di respiro dai continui attacchi in vista delle elezioni politiche del 2020. A dare l’annuncio è Alex Azar, segretario dei servizi sanitari e umanistici che ha manifestato l’apertura da parte degli amministratori nei confronti di un mondo commerciale ormai internazionale. Il segretario ha infatti dichiarato:

Le opportunità per un collegamento diretto e sicuro tra i fornitori di medicinali è cambiato. Questo è parte del motivo per cui, per la prima volta, siamo aperti alle importazioni. Siamo anche aperti a proposte di produttori locali, distributori e farmacisti che vorranno provare a condividere il nostro obiettivo: ridurre il prezzo dei prodotti farmaceutici

Alex Azar

Molte persone prendono medicinali generici a basso prezzo per gestire condizioni come l’alta pressione e gli elevati zuccheri nel sangue, ma per quanto riguarda malattie incurabili come il cancro o l’epatite C, i cittadini sono preoccupati per i costi che stanno subendo un costante innalzamento; come per l’insulina, la quale ha dovuto essere razionata negli ultimi mesi da parte dei pazienti diabetici (fonte: aol.com)

Durante il dibattito politico tra i Democratici di martedì sera, molti candidati alle presidenziali hanno parlato del bisogno di abbassare il costo dei medicinali. Il Senatore Bernie Sanders ha notato la disparità tra i prezzi canadesi e statunitensi:

Ho portato 15 persone malate di diabete dal Detroit al Canada e abbiamo comprato dell’insulina per un decimo del prezzo che ci fanno pagare le industrie farmaceutiche americane

Il prezzo dei medicinali è più basso in paesi con un’economia avanzata perché sono i governi a stipulare accordi con i fornitori per mantenere i prezzi fissi. Negli Stati Uniti, invece, il governo non ha il diritto di negoziare con le compagnie farmaceutiche. Alcuni esperti risultano scettici per le importazioni canadesi, soprattutto per la potenziale incapacità di questi ultimi di gestire la domanda di un mercato vasto quanto gli Stati Uniti.

I gruppi di consumatori, al contrario, hanno ribattuto che sarebbe comunque un modo per pressare le industrie americane al taglio dei prezzi. Inoltre, fanno notare che le industrie farmaceutiche sono ormai un business globale, e molti ingredienti delle medicine americane sono prodotti all’estero.

D’altro avviso sono le lobby farmaceutiche e manifatturiere americane, che hanno precedentemente bloccato tutti i tentativi degli scorsi governi di aprire all’importazione, argomentando che i pazienti sarebbero a rischio di ricevere medicinali contraffatti o adulterati. Stephen Ubl, CEO di PhRMA ha dichiarato che:

Piuttosto che rinunciare alla sicurezza degli americani importando da un singolo concorrente i medicinali prodotti con standard diversi; dovremmo lavorare per una soluzione locale che possa abbassare i costi per i consumatori al banco farmaceutico

Non c’è nessun modo di importare che non metta a rischio la sicurezza degli americani” ha aggiunto Jim Greenwood, presidente dell’organizzazione BIO. “Questo è un maldestro tentativo di mantenere una promessa elettorale disinformata”.

Articolo di Aneet Kaloty.


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