Brexit: la sterlina è debole.

Le manovre economiche del Premier Boris Johnson sono già state decise ma la crescita sembra ben lontana dall’essere un obiettivo raggiungibile nel breve termine.

La sterlina sta vivendo momenti di debolezza negli ultimi periodi, soprattutto in vista della Brexit che potrebbe avvenire senza un accordo formale tra Unione Europea e Regno Unito. Molti grafici dimostrano che è dal 2016 che la moneta sta perdendo il suo valore, proprio in seguito al referendum consultivo (non vincolante) del 23 giugno. La Banca d’Inghilterra si trova in una situazione di imprevedibilità perché fare previsioni economiche in questa fase non porterebbe a delle soluzioni applicabili immediatamente; la Banca dichiara che, negli anni a venire, l’economia potrebbe seguire diversi percorsi: le politiche monetarie dipenderanno dall’equilibro degli effetti che la Brexit creerà sul valore della domanda, offerta e tasso di cambio.

Il governo britannico ha già annunciato un aumento di 2.1 miliardi di sterline per sostenere i fondi della Brexit e questo dato è significativo se si considera che Theresa May, Premier del governo precedente a quello dell’attuale Boris Johnson, aveva già investito 4.2 miliardi di sterline. Le spese sopracitate non includono le 130 milioni di sterline, previste da Johnson, per una campagna di informazione su come affrontare la no deal Brexit; si tratta di una cifra assurda se ricordiamo la spesa di solo 9 milioni di sterline per la campagna pre-referendum.

La manovra economica prevista da Boris Johnson riguarderà anche il settore della sicurezza e della tecnologia, infatti, entro il 2022 è prevista l’assunzione di 20.000 membri delle forze dell’ordine per garantire maggiore tranquillità ai cittadini; inoltre, entro il 2025, tutto il Regno Unito disporrà della fibra ottica per l’alta velocità di navigazione in rete. Sempre in ambito sociale, il Primo Ministro ha intenzione di aumentare il sostegno economico per le scuole primarie e secondarie.

Johnson ha anche pensato di aumentare la soglia oltre alla quale si applica la più alta aliquota (40%) sul reddito: in questo momento, si applica il 40% a tutti i redditi che superano le 50.000 sterline all’anno (se una persona ha un reddito di 60.000 sterline, si applica il 40% a 10.000). Ora la soglia sarà posta a 80.000 sterline

Per concludere, rimane la difficile situazione di tutti i Paesi facenti parte del Regno Unito, tra cui Irlanda, Scozia e Galles, che stanno vivendo e vivranno situazioni politiche ed economiche spaventose. A questo proposito, si sta pensando ad un incontro, previsto per settembre, che riunirà tutti i membri del Regno Unito per fare il punto della situazione. Ora c’è solo da vedere come il tutto si evolverà.

Articolo di Mirco Testa.


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