NASA: Collaborazioni con privati per l’esplorazione spaziale.

Con l’evoluzione e l’implementazione di nuove tecnologie, la NASA è consapevole della necessità di commercializzare il settore spaziale aprendosi alle compagnie private. Nuovi materiali e innovazioni tecniche che saranno fondamentali per le prime missioni su Marte.

La NASA ha lanciato 19 nuove partnership con 13 aziende americane per lo sviluppo delle tecnologie necessarie alle future e ambiziose missioni a stelle e strisce quali Artemis, che prevede il ritorno dell’uomo sulla Luna entro il 2024.

Varie compagnie private infatti si occupano oggigiorno dello sviluppo di tecnologie innovative per l’esplorazione spaziale, lo scopo dell’agenzia a detta di Jim Reuter, amministratore del NASA’s Space Technology Mission Directorate è quello di

Aiutare le compagnie commerciali a sviluppare le loro tecnologie a un ritmo competitivo

Abbiamo identificato le tecnologie necessarie alle future missioni NASA e queste partnership pubblico-privato hanno lo scopo di accelerare il loro sviluppo così che le si possano implementare in meno tempo

Jim Reuter

Tra le aziende interessate troviamo anche: Space-X, Lockheed Martin e Blue Origin. L’ultima, in particolare, è risultata vincitrice di ben tre partnership riguardanti il lander Blue Moon della NASA.

La compagnia di Jeff Bezos, amministratore delegato di Amazon e fondatore di Blue Origin, si occuperà di nuovi sistemi all’avanguardia dalle batterie a celle combustibile, capaci di fornire la potenza necessaria al sostentamento della stazione per tutta la durata delle notti lunari, ai sistemi avanzati di navigazione per il landing sul satellite e, infine, allo sviluppo di nuovi propellenti liquidi ad alta temperatura per il sistema di propulsione.

Jeff Bezos

Alla luce dei recenti successi nei test dei motori Raptor che faranno parte di Starship, il razzo riutilizzabile a basso costo della compagnia Space-X, la NASA sembra aver riconosciuto nel progetto un importante innovazione per l’abbattimento dei costi nelle future missioni spaziali.

Il razzo di Space-X prevede infatti la possibilità di essere rifornito in orbita per la partenza in direzione marziana, non a caso, la partnership con la compagnia dei centri Marshall e Glenn di NASA prevede lo sviluppo delle tecnologie necessarie al rifornimento orbitale, uno step importante per lo sviluppo del razzo vettore. Seguono a quest’ultime le collaborazioni con le altre compagnie per lo sviluppo di nuovi materiali e la loro applicazione in ambito aerospaziale come l’Aerogel, il cui utilizzo nei sistemi di isolamento acustico per le carene di razzi permetterebbe un risparmio in peso fino al 25% e quindi minori costi di lancio.

La NASA si impegna dunque con i privati nella riduzione dei costi di sviluppo di un’ampia gamma di tecnologie, riconoscendo definitivamente la necessità di trasformazione del settore spaziale in settore commerciale:

All’approcciarsi dell’agenzia alla nuova era di esplorazione spaziale, lo Space Technology Mission Directorate (STMD) si concentra sull’avanzamento delle tecnologie e il test di nuove funzionalità che saranno fondamentali per le prime missioni con equipaggio su Marte

Articolo di Alberto Vagnoni.


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