Surriscaldamento globale: la siberia sta andando a fuoco.

Per via di un caldo anomalo, in Siberia intere regioni boschive stanno andando a fuoco. Il governo non fa nulla dichiarando che i costi di spegnimento supererebbero i danni.

Il 19 giugno, i media sono stati messi al corrente di un incendio che ha colpito una enorme quantità di zone boschive. Per via del caldo e del vento, subito la zona colpita dalle fiamme si è allargata. Il servizio stampa del Ministero delle situazioni di emergenza russo ha dichiarato che:

L’incendio si è attualmente propagato su una zona di 50.000 ettari. Le forze dell’ordine sono riuscite a spegnere le fiamme in una zona di solo 25 ettari.

L’agenzia federale Aerial Forest Protection Service” afferma che nel resto del territorio i costi di estinzione dell’incendio superano i danni previsti. Secondo le autorità russe, non vi sono villaggi nelle restanti aree colpite dal disastro ed il costo dell’estinzione supererà il danno stimato. Tuttavia, Igor Shpecht, l’autore del progetto “Krasnoyarsk. Sky”, afferma che l’incendio va direttamente nei villaggi.

Da quasi una settimana, le persone si lamentano della sensazione di bruciore nell’aria e di malori. I sindaci di alcune località ha già iniziato a distribuire in modo massiccio maschere respiratorie ai residenti. Tuttavia le autorità affermano che la situazione non è pericolosa, ed è economicamente svantaggioso e tecnicamente difficile estinguere l’incendio in queste foreste difficili da raggiungere. Ora nelle città vi è un grandissimo inquinamento. Ciò è dimostrato dai dati del servizio CityAir, che monitora l’inquinamento atmosferico. Secondo la sua stima, nell’ultima settimana la concentrazione massima di sostanze nocive nell’aria è stata superata nelle regioni di Novosibirsk e Tomsk.

Il fumo ha anche raggiunto la regione del Volga e il Kazakistan, dove i meteorologi hanno riferito che in alcune regioni del paese la concentrazione massima consentita di sostanze nocive nell’aria è stata superata. Alla fine però si è deciso lo stesso: di non spegnere l’incendio, si ritiene che il costo per estinguere le fiamme superi il danno stimato.

Gli attivisti hanno già fatto appello alle autorità russe con una petizione online, in cui hanno richiesto l’introduzione di misure di emergenza in tutta la Siberia. Il documento, in questo momento, ha raccolto più di 255 mila firme. Secondo le fonti, è andata a fuoco un’area più grande della Valle d’Aosta con una emissione di CO2 pari a quella del Belgio in un anno.

Articolo di Khrystyna Stefanyshyna.


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