Uno dei primi effetti della Brexit potrebbe essere l’aumento dell’import-export con gli USA.

È complicato immaginare come si evolverà la situazione nel Regno Unito, ma le prime azioni di Boris Johnson ci permettono di fare delle considerazioni interessanti.

Recentemente Donald Trump ha lasciato una dichiarazione in merito al rapporti tra gli Stati Uniti ed l’Inghilterra, in particolare ha affermato che:

Stiamo già lavorando per un “significativo” accordo commerciale […] In passato i gruppi parlamentari del Regno Unito e dell’Unione Europea ci hanno ostacolato negli scambi e penso che potremmo accrescere il valore degli scambi commerciali da tre a cinque volte rispetto alla situazione attuale perché non stiamo attuando le politiche economiche che in realtà dovremmo applicare.

Queste sono le parole del presidente Trump in merito agli accordi che si potrebbero creare tra Stati Uniti e Regno Unito in vista della finalizzazione della Brexit.

L’argomento su cui i due leader politici stanno discutendo porterà ad una possibile riduzione di barriere commerciali come i dazi sull’importazione e sull’esportazione di alcune merci tra i due Paesi. Ancora non si sa come valuteranno la situazione e quali decisioni prenderanno ma di certo qualcosa di significativo avverrà, stando alle parole di Trump. In questo momento non c’è ancora nessun accordo formale tra i due Paesi, semplicemente perché l’Unione Europea non consentiva accordi bilaterali ai paesi membri, in quanto era la stessa Europa ad agire come unico grande soggetto. È chiaro che accordi economici a livello internazionale richiedono anni per concludersi ma è anche vero che sarà più semplice senza l’influenza dell’Unione Europea, non dimenticando che la Brexit potrebbe alterare completamente il funzionamento dell’economia britannica.

Bisogna anche precisare che se Boris Johnson decidesse di forzare l’uscita dall’Unione Europea senza un accordo, ben l’11% degli scambi economici britannici si perderebbe immediatamente, danneggiando l’intero Paese.

La Brexit rimane il punto focale da risolvere ma il ministro Conservatore Tobias Ellwood, conferma la necessità di indire le elezioni generali. Le elezioni potrebbero aiutare il Primo Ministro a ottenere i numeri utili considerando che il partito Laburista, storico rivale dei Conservatori, non si trova in una buona posizione politica. Sappiamo anche che Boris Johnson sembra aver già escluso la possibilità di nuove elezioni generali poiché “la popolazione britannica non vuole sottoporsi a nuove elezioni”, citando le sue parole.

In conclusione, anche se di concluso ancora c’è ben poco, il futuro del Regno Unito è altamente instabile allo stato attuale; c’è solo da sperare per il meglio.

Articolo di Mirco Testa.


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