Stati Uniti: Pena di morte per altre 5 persone.

Dopo 16 anni dallo stop gli USA riammettono la pena di morte ai condannati per crimini violenti: 5 persone già in attesa per dicembre.

William Pelham Barr, Ministro della Giustizia della presidenza Trump, ha dichiarato lo scorso giovedì che gli Stati Uniti procederanno all’esecuzione capitale di almeno cinque persone programmata per il prossimo dicembre-gennaio, ed eventuali successive; le prime dal 2003.

Al momento, i cinque condannati all’esecuzione presso il penitenziario di Terre Haute in Indiana sono: Daniel Lewis Lee, suprematista di razza bianca che ha ucciso tre persone; Lezmond Mitchell, nativo americano condannato in Arizona per l’omicidio della nonna e della nipote; Wesley Ira Purkey, che ha stuprato e ucciso un’adolescente; Alfred Bourgeois, che ha molestato sessualmente e ucciso la figlioletta; e Dustin Lee Honken, che ha sparato e ucciso cinque persone.

La pena di morte si prevede applicata anche ai casi federali come per Dylann S. Roof, suprematista di razza bianca che ha ucciso nove persone; e Dzhokhar Tsarnaev, il bombarolo della maratona di Boston.

William Pelham Barr avrebbe così commentato la decisione di procedere con la pena di morte:

Sotto l’amministrazione di entrambi i partiti, il Ministero della Giustizia ha proclamato la pena di morte per i criminali peggiori – Il Ministero segue la legge, e dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie il percorso completo previsto dal nostro ordinamento giuridico.

Barr dichiara, inoltre, che non verrà più utilizzato un cocktail di tre veleni per compiere la sentenza, ma solo un veleno capace di addormentare il sistema nervoso fino alla morte: il Pentobarbital. Oltre ad essere ampiamente diffuso e reperibile sul mercato, questo veleno ha meno rischi di lasciare il sentenziato a patire per minuti, se non ore, nell’attesa della morte; come accaduto in una delle più controverse esecuzioni che hanno fatto aprire un’indagine e una revisione del sistema giudiziario sotto l’amministrazione Obama.

L’attuale presidente americano Donald Trump, invece, si è sempre dichiarato favorevole alla pena capitale, a tal punto da richiederla anche per i spacciatori di strada, scatenando l’ennesimo scandalo. Sicuramente, la proposta di Barr, estesa solamente ai criminali accusati di omicidio infantile, avrà più popolarità.

Forti le critiche dai Democratici, anche da quelli in corsa per le presidenziali 2020: la Senatrice Kamala Harris (California) ha giudicato la scelta del Ministro “immorale e profondamente sbagliata”, la Senatrice Elizabeth Warren (Massachusetts) ha espresso la sua opposizione, e il Rappresentante dell’Ohio, Tim Ryan l’ha additato come “palesemente pregiudizievole e non equamente applicato.”

Tim Ryan

L’ex Vice Presidente Joe Biden ha fatto notare che 160 persone sentenziate a morte dal 1973 sono state successivamente dichiarate innocenti, aggiungendo che

Siccome non è possibile assicurare la correttezza di questi casi tutte le volte, bisogna eliminare la pena di morte”.

La Corte Suprema ha reinserito la pena di morte nel 1976, quattro anni dopo averla eliminata per la prima volta. Molti stati si riadattarono a tale scelta, ma il Governo Federale aspettò fino al 1988. Il consenso di tale pratica calò drasticamente dall’80% del 1996 a meno del 50%. Nonostante il continuo e stabile decremento della popolarità, l’approvazione della pena di morte è risalita al 54% nello scorso anno.

Avvocati dei diritti civili hanno dichiarato che vige una pesante disparità tra i condannati al “miglio” di colore rispetto ai bianchi, con una forte preponderanza stereotipica dei primi.

Alcuni dati:

  • La pena capitale è legale in 29 stati degli USA
  • Dal 1976, il Texas ha avuto più esecuzioni (561), seguita dalla Virginia (113) e dall’Oklahoma (112)
  • Ci sono 2673 condannati a tale pena
  • La California ha il maggior numero di condannati (733), ma ne ha eseguite solo 13 dal 1976
  • Il numero annuo di pene di morte è crollato dell’85% tra il 1998 e il 2018: da 295 a 43

Articolo di Aneet Kaloty.


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