I marinai ucraini torneranno in patria?

A distanza di quasi un anno dall’arresto di 24 marinai ucraini presso lo stretto di Kerch, forse si è giunti ad una felice risoluzione. I marinai potrebbero essere rilasciati a breve.

Il 25 novembre 2018, nell’area dello stretto di Kerch, l’esercito russo ha sequestrato 3 barche con marinai ucraini. Parliamo delle navi: “Berdyansk”, “Nikopol” e “Yany Kapu”. Sono stati attaccati e bombardati 24 marinati tra i quali, due erano agenti di sicurezza. Alcuni di loro sono rimasti feriti, altri vigevano in gravi condizioni.

Quasi un anno dopo, il 24 luglio 2019, Lyudmila Denisova, Commissario per i diritti umani della Verchovna Rada , ha riferito che Ucraina e Russia hanno concordato il rimpatrio dei marinai ucraini . Secondo le parole della Denisova, al momento si stanno finalizzando gli ultimi documenti. L’esperta ha dichiarato che:

Sono già stati raggiunti accordi per restituire i marinai tramite la direttiva del Tribunale internazionale per il diritto del mare. I documenti sono in fase di finalizzazione. Penso che presto i marinai torneranno in patria.

Lyudmila Denisova

Allo stesso tempo, l’avvocato Nikolai Polozov incaricato di condurre il caso, ha dichiarato di non essere a conoscenza degli accordi, dal momento che non vi aveva preso parte.

Posso dire che i negoziati sono in corso, ma non so a che punto sono dato che non vi ho preso parte. Se vengono intraprese azioni procedurali sui documenti lo sapremo in quanto i marinai non firmeranno nulla in assenza di un difensore. Tuttavia nessuno ha ancora detto nulla.

Anche in Russia lo stesso governo è all’oscuro delle trattative in merito ai prigionieri ucraini. Lo ha affermato il Mediatore Tatyana Moskalkova. Secondo lei, Lyudmila Denisova avrebbe parlato direttamente con l’FSB (servizi segreti russi) inviando, tramite il ministero degli Esteri, la richiesta di sostituire la pena da reclusione a “reclusione con cauzione”. La stessa Denisova si sarebbe offerta a garanzia. Tuttavia la Moskalkova ha dichiarato di non essere a conoscenza di nessuna decisione presa in merito alla situazione dei marinai.

Lo scorso 16 luglio, i commissari per i diritti umani in Russia e Ucraina, Tatyana Moskalkova e Lyudmila Denisova, si erano scambiate gli elenchi dei rispettivi prigionieri russi ed ucraini. Kiev, considera i marinai catturati come prigionieri di guerra così come anche il Tribunale internazionale delle Nazioni Unite, che aveva già espresso la sua opinione sulla questione. Mosca, tuttavia, ritiene di possedere la giurisdizione esclusiva in merito alla questione.

Successivamente, la Denisova ha chiarito le sue parole così, si scopre che ha firmato una petizione diretta al capo del reparto investigativo dell’FSB affermando di farsi garante per i prigionieri marinai:

Il 18 luglio, ho firmato una petizione al capo del Dipartimento investigativo dell’FSB per dichiararmi come garante quale misura preventiva per i marinai di guerra.

Articolo di Khrystyna Stefanyshyna.


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