Asse franco-tedesco: egemonia o inclusività?

Attraverso i loro leader, Francia e Germania sembrano procedere verso una maggiori cooperazione bilaterale tuttavia permangono forti motivi di contrasto e divisione.

Il “matrimonio” politico tra Parigi e Berlino, suggellato dal “Trattato di Aquisgrana” dello scorso gennaio, avrebbe lo scopo di realizzare le aspirazioni dei firmatari Angela Merkel ed Emmanuel Macron. Il Cancelliere tedesco ed il Presidente francese si sono posti su un gradino superiore rispetto agli altri paesi europei, considerandosi leader di due dei paesi più influenti della Comunità europea.

Il Trattato di Aquisgrana ha infatti tra i suoi obiettivi la realizzazione di:

  • Un accordo di reciproca difesa con convenzioni in ambito militare e sicurezza interna
  • Uno spazio economico franco-tedesco con regole comuni per rafforzare l’integrazione delle due economie
  • Maggiore cooperazione per facilitare la mobilità tra le regioni transfrontaliere

Una grande vittoria recentemente raggiunta dell’asse franco tedesco è stata l’elezione di  Ursula Von der Leyen (tedesca) e Christine Lagarde (francese), che hanno ottenuto due dei maggiori incarichi nell’Unione Europea, i quali sono fondamentali al fine di amministrate l’esecutivo comunitario. Un equo scambio, frutto di importanti scelte diplomatiche che per la prima volta hanno portato, tra l’altro, all’elezione di due donne.

Tuttavia, seppur vi siano stati diversi intenti di collaborazione, non sono nemmeno state rare le occasioni di diverbio e contrasto tra queste due nazioni.

Divisioni sono sorte, ad esempio, in merito alla crisi climatica. La Germania insieme al gruppo di Visegrád (meno la Slovacchia) si è infatti dichiarata contraria alla proposta della commissione europea di azzerare le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. Nonostante questa proposta sia stata fortemente incoraggiata dalla Francia, sarebbe infatti troppo costoso per la Germania rinunciare al carbone, fondamentale per la produzione di energia del paese.

Un altro conflitto è quello riguardante il ruolo dell’Europa nel mondo. Mentre il Presidente Emmanuel Macron ha più volte sostenuto la sua idea di una Europea sovrana, guidata da un ristretto numero di paesi, e contro l’egemonia dagli Stati Uniti e dalla Cina, la Cancelliera tedesca ha invece rivendicato la necessità di perseguire una politica di neutralità:

Il futuro dell’Europa è caro al mio cuore e con ciò mi riferisco all’Europa di 27 Stati membri, e non all’Europa dell’eurozona o di altri gruppi

Questi compromessi, alla base di ogni collaborazione di lungo periodo, alla lunga potrebbero però incrinare le relazioni franco-tedesche. I due paesi differiscono infatti fin dalla stessa idea fondante di Europa, da una parte una concezione più “oligarchica” e basata su vecchi rapporti di potere antecedenti al processo di integrazione, dall’altra una visione democratica, inclusiva e proiettata al futuro.

Articolo di Luca Iavarone.

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