Nord Stream 2 non potrà più essere fermato.

Secondo gli esperti il Nord Stream 2, gasdotto che collegherà Russia e Germania (UE) attraverso il Mar Baltico, non può più essere fermato.

Recentemente Ronald Pofalla, esponente della CDU tedesca, ha rilasciato una intervista presso l’emittente radiofonica “Deutschlandfunk” nella quale ha dichiarato che Nord Stream 2 sarà necessario, se non fondamentale, per i futuri sviluppi energetici dell’Unione Europea. Secondo Pofalla infatti:

Se sceglieremo di abbandonare il carbone entro il 2038, Nord Stream 2 sarà fondamentalmente necessario, perché avremo bisogno di altre fonti di energia. Tra queste, quella principale sarà il gas

Foto di Ronald Pofalla.

Secondo il parere dell’esperto, l’UE in futuro necessiterà di maggiori volumi di gas, pertanto NS-2 dovrà essere implementato come parte delle cooperazione energetica con la Federazione Russa che, nei prossimi anni, diverrà vitale per la Comunità.

Ricordiamo che Nord Stream 2 è il progetto di raddoppio del precedente omonimo viadotto che passerà per il Mar Baltico dalla costa della Russia alla Germania. Il volume di transito stimato sarà di circa 55 miliardi di metri cubi di gas annui. Il progetto dovrebbe essere completato entro il 2019 ma, a causa dei ritardi della parte danese, rischia ora di essere rinviato al 2020 (per maggiori informazioni, ti consigliamo di leggere il nostro precedente articolo a questo link).

Inoltre, secondo Sergey Kuznets, membro del consiglio di amministrazione di Gazprom (la società costruttrice di NS-2), un ritardo di costruzione potrebbe generare delle perdite e la società Nord Stream 2 AG (che si occupa della effettiva realizzazione del progetto) ha già dichiarato che in qualche modo queste perdite dovranno essere recuperate. Perciò, il rischio del ritardo della Danimarca, sarebbe un aumento del costo del gas.

Sergey Kuznets

Ad oggi la Danimarca starebbe valutando la terza opzione presentata dalla società Gazprom ovvero quella che prevederebbe il passaggio di NS-2 attraverso le acque a sud di Bornholm. Secondo Alexandr Pachomov, direttore del Fondo per lo sviluppo e la mediazione del complesso di combustibili ed energia, l’attuazione di questa terza via porterebbe a grossi ritardi infatti si prevedono circa 3-6 mesi per i controlli di impatto ambientale ed altri 45 giorni per la posa delle condutture.

Ultimo interrogativo è quello in merito al GTS ucraino. L’Ucraina infatti rischia di perdere i ricavi provenienti dal proprio sistema di trasmissione in quanto per l’Unione Europea diventerà sconveniente ottenere il gas dal paese dopo la costruzione e l’implementazione di Nord Stream 2 ed il Turkish Stream (altro progetto della Federazione Russa).

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