Green Paper: la sfida al fumo – e non solo- della Gran Bretagna.

Il governo s’impegna in una serie di misure per la salute, tra cui lo stop al fumo, per poter ridurre le cause prevedibili di malattia cronica.

Maggior movimento fisico, controllo delle ore di sonno, prevenzione del diabete – sono alcune delle proposte contenute all’interno della “Green Paper”, il “foglio verde” presentato dal governo britannico proprio allo scadere del mandato di Theresa May. Lo scopo del Green Paper è quello di ridurre gli anni di vita passati in malattia: attualmente 1/5 delle nostre vite è passato in condizione di salute precarie (19 anni per le donne e 16 per gli uomini). La più grande causa di questo fenomeno è il fumo.

Nel Regno Unito, il 14% degli adulti fuma (uno ogni sette), nonostante il massiccio lavoro di contenimento da parte del governo già avviato nel 2007. In realtà, dopo tali scelte legislative, il Regno Unito è diventato il paese con il minor numero di fumatori in Europa; ma il governo non è soddisfatto e vuole ridurre ulteriormente tali dati, anche per tagliare i costi a livello di sistema sanitario.

Nel Green Paper, quindi, si propone di automatizzare la proposta di stop al fumo all’interno delle strutture ospedaliere già a partire dall’ingresso del paziente, ma non si parla solamente di fumatori:

  • verrà introdotto l’obbligo di spazzolare i denti all’interno degli asili e delle scuole
  • saranno monitorate le ore di sonno per poter definire un minimo standard
  • verranno implementati mezzi di spostamento a movimento umano (bicicletta, piedi, pattino) e aumentate le ore di attività fisica a scuola
  • saranno maggiorati i fondi per la cura e la prevenzione del diabete, altro grande male del paese, anche con l’abbassamento dello standard massimo di sale consigliato al giorno (7 grammi)

Tutto ciò sarà discusso in aggiunta alle misure già approvate precedentemente dal governo:

  • la “pulizia” delle etichette in modo da renderle chiare, semplici e leggibili,
  • il divieto di pubblicizzare il cibo spazzatura (junk food) dopo le 21:00
  • il divieto di vendita di Energy Drink ai bambini

Nonostante la buona volontà di tali proposte, però, non sono mancate le critiche. Helen Donovan ha dichiarato che si è già aspettato troppo per l’approvazione di tali misure, e le proposte sono arrivate solo a governo morente. Di fatti, la Green Paper è stata l’ultimo grande atto del premierato di Theresa May e del suo governo, che l’ha pubblicato sul sito del Gabinetto anziché attraverso il Ministero della Salute, il quale avrebbe preferito attendere l’insediamento del nuovo governo.

A peggiorare la situazione sono le posizioni del nuovo Prime Minister inglese, Boris Johnson, che ha già dichiarato di non voler aumentare ulteriormente la Sugar Tax (tassa sugli zuccheri, che innalzando il prezzo di determinati prodotti dannosi per la salute ne scoraggiava il consumo).

Un’altra critica è l’effettiva praticabilità di tale Foglio: servirebbero fondi che in realtà già sono stati tagliati per il -30%, e solo metà delle strutture nazionali offrono la possibilità di un percorso per smettere di fumare. Inoltre, nonostante la forte volontà dei legislatori, manca un piano concreto per far sì che la Green Paper venga finanziata dai veri responsabili dei danni alla salute: le compagnie di tabacco. Nonostante ciò, la consultazione parlamentare resta aperta fino al 14 ottobre 2019, in attesa di un responso definitivo per la successiva primavera.

Articolo di Aneet Kaloty.

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