La Federazione Russa risponde alle accuse della Sud Corea.

Crisi tra Federazione Russa e Sud Corea in merito a una esercitazione aerea russa in acque internazionali le quali, però, sono state rivendicate come una “zona di sicurezza” da Seul.

Nella zona dell’isola di Dokdo (Takeshima), è avvenuto uno spiacevole incontro tra aerei russi e caccia sudcoreani. Bisogna aggiungere che quest’area è oggetto di disputa tra Seoul e Tokyo, perciò è una zona a grande tensione. Martedì 23 Luglio, due bombardieri russi Tu-95 ed un aereo da ricognizione A-50 hanno violato la zona di sicurezza di Seul assieme ad altri due velivoli cinesi. Tra questi, proprio l’A-50 da ricognizione avrebbe violato lo spazio aereo due volte: prima alle 9:00 e poi alle 9:30 (ora locale).

L’amministrazione del presidente sudcoreano, immediatamente dopo l’incidente, ha inviato una nota di protesta verso la federazione russa. In particolare la nota è giunta a Nikolai Patrushev, il segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa. Come affermato da Ko Min Zhong, rappresentante dell’amministrazione presidenziale:


Abbiamo preso molto seriamente questo incidente. Se succedesse di nuovo, prenderemo delle misure più drastiche.

La Russia ha ritenuto le accuse prive di fondamento affermando che l’aereo non si trovasse nello spazio aereo Sud Coreano. Il Ministero della difesa ha dichiarato che il percorso dei velivoli è avvenuto senza deviazioni in pieno rispetto del diritto internazionale ovvero: a più di 25 chilometri dalle Isole Dokdo. Inoltre siccome due caccia F-15 e F-16 della Sud Corea sono decollati per intercettare gli aerei russi, il Ministero ha fatto presente che questi ultimi hanno scelto di non mettersi in contatto con i piloti russi. Dunque ha sottolineato che i militari coreani:

Hanno compiuto manovre non professionali, sparando dei colpi di avvertimento che si sono rivelati una minaccia per i bombardieri russi.

È stato riferito che dopo i messaggi radio, i combattenti coreani hanno lanciato 20 razzi di segnalazione e sparato 360 colpi di avvertimento in aria.

Il ministero della Difesa ha anche osservato che il l’accaduto non rappresenta il primo tentativo della Corea del Sud di interferire con i voli dell’aviazione russa sulle acque del Mar del Giappone, facendo riferimento ad alcune “zone di identificazione della difesa aerea” stabilite unilateralmente, fuori dai criteri stabiliti dalle norme internazionali e che pertanto non vengono riconosciute dalla Russia.

Liancourt Rocks, anche dette Arcipelago Dokdo

Il rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunin, ha dichiarato che la “zona di identificazione” non è in alcun modo uno spazio aereo della Corea del Sud e perciò tutti hanno il diritto di volarci.

Articolo di Khrystyna Stefanyshyna.

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