“Ha agito per salvare i migranti”, Carola Rackete è stata scagionata.

Oramai da qualche giorno l’Italia intera sta seguendo attentamente la vicenda Carola Rackete, accusata di aver violato le leggi italiane e di aver cercato di attraccare in Italia con la sua nave carica di migranti. Carola Rackete si trovava da 4 giorni ai domiciliari ed oggi è arrivata la decisione finale.

La decisione del Giudice per le indagini preliminari (Gip) è andata ben oltre la richiesta dei pm, non convalidando l’arresto della comandante della Sea-Watch 3, escludendo anche il reato di resistenza. Inoltre anche il reato di violenza a nave da guerra le è stato escluso poiché la Rackete ha agito cercando di adempiere al suo dovere, ovvero salvare i migranti che trasportava. Inoltre l’attracco al porto di Lampedusa è stato ritenuto “obbligato”, vista l’insicurezza dei porti della Libia e della Tunisia.

Immediata la reazione del ministro dell’interno Matteo Salvini, che era stato uno dei primi ad esporsi contro la comandante chiedendone l’arresto.

“Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera”.

Questo è quanto ha scritto Salvini su tutti i suoi account social manifestando quindi il suo dissenso. Non solo, il ministro ha poi aggiunto “Se qualche giudice vuole fare politica si candidi“, alludendo quindi ad una decisione presa solo per dare contro al ministro.

Articolo di Manuele Duraccio.

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