Danil Lysenko potrebbe far squalificare l’intero paese dalle competizioni internazionali.

Lo scandalo dei testi antidoping in Russia (dove il 9 dicembre 2015 gli atleti russi erano stati esclusi dalla partecipazione a competizioni internazionali) sembrava essere stato dimenticato da tutti. Oggi gli atleti migliori partecipano alle competizioni internazionali e vincono un gran numero di medaglie. Ma rimane un’ultima questione. Un nuovo scandalo riguardante il salto in alto è nuovamente scoppiato a un anno dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 e minaccia la partecipazione dell’intera squadra russa.

Danil Lysenko, che ha conseguito tra i migliori risultati al mondo in questo sport, ha commesso diversi gravi errori tra i quali, l’uso del doping. Secondo le regole dell’Agenzia mondiale antidoping (AMA), i partecipanti dalla Russia devono competere sotto bandiera neutrale ed inserire i dati relativi ai loro spostamenti in un sistema che permetta agli ispettori di trovare un atleta e fare un test antidoping. Ma Danil ha deciso che le regole non erano per lui, così non ha rilasciato alcun dato.

Ma dunque, perché sono stati coinvolti tutti gli altri atleti? La ragione è che i membri dell’Associazione antidoping russa hanno deciso di falsificare un certificato in cui si attestava che l’atleta non è stato in grado di presentare i suoi dati “a causa di circostanze che lo rendono innocente“. Le dichiarazioni orali che aveva rilasciato Danil Lysenko non troverebbero però corrispondenza in questo certificato. Successivamente gli è stato imputato il capo di accusa: “Falsificazione o tentata falsificazione del controllo antidoping“. Gli anni di squalifica sono dunque stati aumentati da 2 a 4.

Per farla breve gli è stato inoltre offerto di consegnare i responsabili della tentata falsificazione. Tre di loro sono membri del Presidium della “All-Russia Athletic Federation”: Dmitri Shlyakhtin, Alexander Parkin, Andrey Kruporushnikov . La AMA si è ora seriamente interessata al caso ed il 3 luglio nel suo account Twitter, ha riferito che:

“AMA fornisce alle federazioni internazionali il primo lotto di casi di indagine in Russia”

Indagati 298 atleti russi, su 43 di loro si è già iniziato ad investigare.

Articolo tradotto di Khrystyna Stefanyshyna.

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