Fast Radio Burst identificato a 3.6 miliardi di anni luce dalla Terra

I Fast Radio Burst (FRB) sono delle radiazioni impulsive ad elevata energia e frequenza sotto forma di onde radio. Stiamo parlando dei famosi “lampi” di cui tanto si parla negli ultimi giorni.


Le radiazioni giungono sino a noi.

Le più recenti tecnologie sono in grado di rilevare queste radiazioni dalla durata di alcuni millisecondi che giungono a noi direttamente dallo spazio profondo. Tuttavia, a causa della loro breve durata e per la loro natura occasionale, non si è ancora in grado di identificarne la provenienza o la causa scatenante. Nella comunità scientifica vi sono diverse speculazioni in merito alla loro origine, dalle più fantascientifiche a quelle più ortodosse. Pertanto, alcuni ritengono che gli FRB siano l’eco di “motori spaziali” azionati da civiltà tecnologicamente molto avanzate; altri invece, adottando un punto di vista realista e scientifico, ipotizzano che l’origine debba essere ricollegata allo scontro tra buchi neri o stelle di neutroni. Queste ultime sono stelle molto dense e compatte che ruotano ad elevatissime velocità.

Kilonova, l’esplosione che potrebbe aver generato l’FRB.

Nonostante la difficoltà di rilevazione, direttamente dal radiotelescopio australianoASKAP”, un team di ricercatori ha determinato per mezzo dell’interferometria l’esatto punto di origine dell’evento cosmico che ha generato l’FRB 180924. La fonte sembrerebbe dunque essere a 4 kiloparsec, circa 12000-13000 anni luce, dal centro della galassia DES J214425.25–405400.81. Quest’ultima è una vecchia galassia luminosa situata a 3,6 miliardi di anni luce della Terra.

Da allora sono già stati rilevati, ma non ancora identificati, altri 9 FRB dall’osservatorio astronomico russo Pushchino. Tra questi, uno si è ripetuto uguale nel tempo entrando cosi a far parte di una ristretta cerca di soli altri tre lampi visti ripetersi sinora

Lo studio di queste enigmatiche radiazioni è di estrema importanza in quanto subiscono alterazioni di ampiezza e fase al loro passaggio in zone ad alta densità di materia. Attraverso la loro analisi è dunque possibile risalire alla quantità di materiale interstellare presente nello spazio aperto tra la terra ed il punto di origine del Burst.

Autore: Alberto Vagnoni.

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